Stalin’s ‘Anti-Semitism’

Avatarul lui Victor VaughnThe Espresso Stalinist

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The accusation that Stalin was an anti-Semite is a strange one. Neither Stalin’s written texts nor his actions indicate anti-Semitism. Indeed, they indicate precisely the opposite, as I will show in a moment. So those who wish to make the accusation have to rely on hearsay – second- and third-hand snippets from passing conversations, whether from an estranged daughter or from those within and without the USSR who were not favourably disposed to Stalin.[1] And once such a position is ‘established’, it is then possible to read some of his actions and written comments in such a light. For instance, the ‘anti-cosmopolitan’ campaign of the late 1940s becomes a coded ‘anti-Semitic’ campaign. Or the ‘doctors plot’ of 1952-53 – in which leading doctors were suspected of seeking to assassinate government officials – is seen as an excuse for a widespread anti-Semitic purge and deportation,[2] halted only because of Stalin’s death…

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Uno più uno, se facesse duale – Lettura e presentazione di Anna Maria Farabbi

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alexandra eldridge

Alexandra Eldridge86f

Torno a Milena Nicolini, già più volte da me presentata qui tra le carte,  come occasione per incontrare una parola poetica vissuta, praticata tra le tempie, in meditazione e riflessione autobiografica, matura e libera da redini e  retoriche letterarie. Torno alla sua personalità integra, dentro cui politica, spiritualità, poesia e teatro, rigore e passione, anche nel portare l’opera degli altri, diventano testimonianza.

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Autobiografia di una femminista distratta -lettura di Laura Bertolotti

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kellen hatanaka

Kellen Hatanaka-abcwork8
 .
Ho mantenuto (in tempi quasi brevi!) la mia promessa: ho letto Autobiografia di una femminista distratta di Laura Lepetit. Confesso di averla accostata con una discreta titubanza e di essermi poi liberata da ogni remora. Temevo una narrazione di memorie con digressioni teoriche, invece ho trovato un racconto quietamente emozionale. Ragion per cui non saprei dire se la mia lettura sia stata sufficientemente critica ma, valendomi della libertà che sempre esercito in questo (mio) ambiente, convengo di averne fatto una lettura, a mia volta, emozionale. Perché è il racconto di una vita, senza rigore cronologico, punteggiato piuttosto dagli incontri, dai libri, dai luoghi e dalle esperienze fondamentali che l’hanno reso qual è, regolato dagli affetti, nel senso più ampio del termine.

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